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La Ciclovia dell'Acquedotto Pugliese: guida completa

La Ciclovia dell'Acquedotto Pugliese segue le strade di servizio del più grande acquedotto d'Europa, dalle sorgenti di Caposele in Campania alla cascata monumentale di Santa Maria di Leuca, la punta meridionale della Puglia: circa 500 km, di cui solo il tratto in Valle d'Itria è una ciclovia davvero finita. È uno dei percorsi gravel più appaganti del Sud Italia e anche uno dei più fraintesi: in parte è una greenway completata e ben pavimentata, in parte è ancora una linea sulla mappa. Siamo un operatore locale con sede a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, a pochi chilometri dal percorso, e questa guida è ciò che raccontiamo a chi ci chiede se può pedalarlo – comprese le parti che non sono ancora pronte.
Che cos'è davvero l'Acquedotto Pugliese
La Puglia è una lunga penisola calcarea quasi priva di acque superficiali. Per secoli è stato il problema che ha definito la regione: i paesi dipendevano da cisterne e acqua piovana, e la siccità voleva dire miseria vera. La soluzione, quando finalmente arrivò, ebbe dimensioni straordinarie.
Nel 1906 nacque il consorzio per l'Acquedotto Pugliese e i lavori iniziarono alle sorgenti della Madonna della Sanità a Caposele, in provincia di Avellino, captando le acque del Sele. Gli ingegneri scavarono una galleria dritta attraverso l'Appennino per portare quell'acqua verso est. Il 24 aprile 1915 l'acqua di Caposele arrivò per la prima volta a Bari. L'opera fu completata poco prima della Seconda guerra mondiale: nel 1939 il canale principale fu chiuso a Santa Maria di Leuca, dove l'acqua arriva con una cascata monumentale sopra il mare.
Il canale principale corre per circa 250 chilometri e attraversa le province di Avellino, Potenza, Foggia, Bari e Brindisi. Quasi tutto è sotterraneo: un fiume nascosto sotto gli uliveti. Dalla bici se ne vedono le tracce in superficie: la strada di servizio che corre sopra la condotta, le torri di aerazione e, qua e là, un ponte-canale che scavalca una valle.
Perché un acquedotto è una ciclovia così speciale
È la parte che quasi tutte le descrizioni tralasciano, ed è il motivo per cui il percorso vale la pena di essere pedalato e non solo letto.
L'acquedotto funziona per gravità. L'acqua deve scorrere di continuo, senza pompe, per centinaia di chilometri: il canale è stato quindi progettato per scendere con una pendenza lievissima e costante, e per non salire mai. La strada di servizio costruita accanto ne eredita la geometria. Così, invece degli strappi e delle discese delle strade ordinarie della Murgia, pedalate su una linea tracciata da un ingegnere idraulico per l'acqua. È il modo più dolce per attraversare questo paesaggio in bici.
Il secondo vantaggio è il traffico. Queste sono strade di servizio di un ente idrico, non strade pubbliche. Sui tratti completati si può pedalare per un'ora senza incontrare nessuno.
Quanto è lunga e dove passa
| Percorso | Ciclovia dell'Acquedotto Pugliese |
|---|---|
| Da / a | Da Caposele (Avellino, Campania) a Santa Maria di Leuca (Lecce, Puglia) |
| Lunghezza | Circa 500 km da un capo all'altro; le tracce GPX pubblicate della linea principale danno circa 460 km |
| Regioni | Campania, Basilicata, Puglia |
| Rete nazionale | BI11 della rete ciclabile nazionale Bicitalia |
| Altimetria | Discesa netta dalla sorgente al mare: punto più alto intorno ai 780 m, punto più basso vicino al livello del mare |
| Fondo | Strade di servizio in sterrato compatto, alcune carrarecce, qualche tratto d'asfalto poco trafficato |
| Bici | Gravel o mountain bike; bici da strada solo sulla greenway completata della Valle d'Itria |
In alcuni tratti il percorso corre parallelo all'asse dell'antica Via Appia e all'EuroVelo 5, quindi si può combinare con questi itinerari.
La parte onesta: cosa è finito e cosa no
La greenway completata – Valle d'Itria
Il tratto di punta è in Valle d'Itria, tra Ceglie Messapica e Cisternino, ed è davvero finito: fondo in pietra pressata, barriere di protezione, aree di sosta e accessi segnalati. Il tratto originario da Ceglie Messapica a Figazzano misura quasi 14 km. Con la nuova estensione nelle campagne di Martina Franca, da Pineta Ulmo a Monte Fellone, il corridoio attrezzato arriva a circa 22 km. Una decina di chilometri sono abbastanza lisci da percorrere anche in bici da strada.
È anche il tratto più bello, per una felice coincidenza più che per scelta: la Valle d'Itria è la terra dei trulli, e il percorso si snoda tra muretti a secco, vigneti di uva Verdeca e paesi bianchi sulle loro basse colline.
In costruzione
Il percorso si sta estendendo verso ovest lungo l'acquedotto, in direzione del confine con la Basilicata, portando la greenway costruita da circa 22 km a circa 192 km, con un finanziamento di circa 39 milioni di euro tra fondi regionali e PNRR. I tratti aprono progressivamente, quindi il consiglio pratico è verificare lo stato attuale prima di organizzare un viaggio intorno a un tratto specifico.
Dove diventa vaga
Fuori dal corridoio completato, la “ciclovia” è un itinerario più che un'infrastruttura. La segnaletica si dirada e a sud – più o meno da Grottaglie in poi – di fatto scompare. Alcuni tratti che attraversano l'Alta Murgia sono carrarecce sconnesse più adatte a una mountain bike che a un cicloviaggio con bagagli. Niente di tutto questo rende il percorso impraticabile: lo rende un esercizio di navigazione. Non contate sui cartelli. Pedalatelo con una traccia GPS caricata e portate una copia di riserva su carta o offline.
Se volete una frase sola: il tratto della Valle d'Itria è una ciclovia finita che chiunque può pedalare, il resto è un lungo percorso gravel per ciclisti autosufficienti.
Una giornata sola: il tratto breve migliore
Se avete un giorno e non una settimana, pedalate la greenway della Valle d'Itria. Partite da Ceglie Messapica verso Figazzano e Cisternino, poi tornate indietro, oppure chiudete un anello sulle stradine tranquille passando per Martina Franca. È pianeggiante, senza auto, e adatto a famiglie e a chi pedala senza fretta con qualsiasi bici, anche una bici da trekking a noleggio.
Due note locali. Primo: i ponti dell'acquedotto su questo tratto sono le strutture più fotogeniche dell'intero percorso, ed è facile non vederli se guardate il fondo invece dell'orizzonte. Secondo: organizzatevi per arrivare a Cisternino all'ora di pranzo. Qui le macellerie fanno anche da braceria – scegliete la carne al banco e ve la cuociono al momento –, il pasto con il miglior rapporto qualità-prezzo della Valle d'Itria e un'istituzione davvero locale, non turistica.
Se non mangiate carne, non lasciatevi scoraggiare: la Puglia è una delle regioni d'Italia dove è più facile mangiare bene senza. La cucina povera locale era fatta di verdure molto prima che qualcuno la chiamasse dieta: fave e cicoria, la purea di fave secche servita con cicoria selvatica e olio d'oliva, è il piatto simbolo della regione ed è interamente vegetale, come le orecchiette con le cime di rapa, le friselle con pomodoro e origano, le verdure grigliate o ripiene, i lampascioni e i taralli che finirete per comprare in ogni forno. I vegetariani possono aggiungere la burrata, prodotta a pochi chilometri da questo percorso. Chiedete “senza carne” o “vegano” e in genere sarete capiti e ben nutriti, anche nelle macellerie-braceria, che hanno quasi sempre un contorno di verdure e un banco del pane.
Pedalare il percorso completo

La maggior parte dei ciclisti che arrivano dall'estero non parte da Caposele. Le sorgenti sono isolate e difficili da raggiungere senza auto, e il primo tratto in Irpinia è la parte meno sviluppata dell'itinerario. La partenza pratica è sulla costa adriatica a Barletta, che ha una stazione sulla linea ferroviaria Bologna–Lecce ed è raggiungibile dall'aeroporto di Bari. Da lì si intercetta l'acquedotto vicino a Venosa e lo si segue verso sud.
Un piano di tappe realistico su questa linea è il seguente:
| Tappa | Distanza | Dislivello |
|---|---|---|
| Barletta – Venosa | 70 km | +850 m |
| Venosa – Castel del Monte | 65 km | +750 m |
| Castel del Monte – Cassano delle Murge | 58 km | +400 m |
| Cassano delle Murge – Alberobello | 60 km | +400 m |
| Alberobello – Grottaglie | 55 km | +350 m |
| Grottaglie – Nardò | 80 km | +280 m |
| Nardò – Santa Maria di Leuca | 72 km | +470 m |
Sono sette giorni in sella e circa 460 km, con le due tappe più dure all'inizio, quando si è freschi, e le più piatte alla fine. La Grottaglie–Nardò è la più lunga ma anche la più facile, e si divide bene a Manduria – la patria del Primitivo – se 80 km in un giorno sono più di quanto volete.
Lungo la strada il percorso tocca Castel del Monte, la fortezza ottagonale di Federico II e sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO; il Parco Nazionale dell'Alta Murgia; Alberobello e i suoi trulli; e Grottaglie, la città delle ceramiche. Finisce al faro e alla cascata di Santa Maria di Leuca, dove l'Adriatico incontra lo Ionio. Arrivarci in bici, dopo aver seguito l'acqua per tutto il viaggio, è un finale molto più bello di quanto faccia pensare la mappa.
È la linea che segue il nostro tour gravel autoguidato sulla ciclovia dell'Acquedotto Pugliese, con hotel, trasporto bagagli quotidiano e navigazione GPS già organizzati – ma il percorso è pubblico e potete pedalarlo anche in autonomia seguendo lo schema qui sopra.
Quando andare
Da aprile a inizio giugno e da metà settembre a fine ottobre. I tratti sterrati hanno pochissima ombra, quindi luglio e agosto su questo percorso in particolare sono faticosi: se proprio dovete pedalare in piena estate, partite alle prime luci e tenete le tappe corte. D'inverno si può pedalare nei giorni asciutti – il fondo drena abbastanza bene – ma aspettatevi fango sui tratti sterrati dopo piogge prolungate. La nostra guida mese per mese per pedalare in Puglia entra nei dettagli.
Note pratiche

- Pneumatici. Da 40 mm in su. Una gravel con gomme da 40–45 mm è la scelta ideale; una bici da strada con gomme da 28 sarà una sofferenza fuori dal tratto completato.
- Acqua. C'è una certa ironia nel pedalare lungo il più grande acquedotto d'Europa e restare senz'acqua, ma la condotta è sigillata e sotterranea. Sulle tappe della Murgia i paesi sono molto distanziati. Portate due borracce e riempitele in ogni paese.
- Navigazione. Caricate una traccia GPX. Sulla segnaletica non si può contare, e sulla Murgia la copertura telefonica è a macchia di leopardo: scaricate le mappe offline prima di partire.
- Treni. La linea Bari–Lecce serve la partenza e la costa; la rete regionale delle Ferrovie del Sud Est arriva a Martina Franca, Locorotondo e Alberobello, comoda per raggiungere il tratto della Valle d'Itria. Le regole per il trasporto bici cambiano tra operatori e servizi, quindi verificate prima di partire.
- Cani. I cani delle masserie fanno parte della vita sulle strade rurali pugliesi. Di solito sono più rumorosi che pericolosi: continuate a pedalare con calma e non fermatevi.
- Noleggio bici. Gravel ed e-bike si possono noleggiare sul posto, così evitate di viaggiare in aereo con la bici: trovate tutto nella nostra pagina sul noleggio di bici gravel.
Domande frequenti
Si può pedalare tutta la Ciclovia dell'Acquedotto Pugliese?
Sì, ma non come una ciclabile continua e segnalata. Il tratto della Valle d'Itria è una greenway completata; il resto è un misto di strade di servizio in sterrato compatto, carrarecce e stradine poco trafficate da seguire con una traccia GPS. È alla portata di un ciclista discretamente allenato con una bici gravel.
Quanto tempo ci vuole?
Sette giorni in sella da Barletta a Santa Maria di Leuca, circa 460 km, con 55–80 km al giorno. Chi parte dalle sorgenti di Caposele deve calcolare due o tre giorni in più.
È adatta a principianti e famiglie?
La greenway della Valle d'Itria tra Ceglie Messapica e Cisternino sì, completamente: è pianeggiante, senza auto e lunga da 14 a 22 km circa a seconda di quanto vi spingete. Il percorso completo non è un tour per principianti: per alternative più dolci vedete la nostra guida ai percorsi in bici in Puglia per difficoltà.
Che bici serve?
Per il percorso completo una gravel o una mountain bike con gomme di almeno 40 mm. Una bici da strada o da trekking va bene sul tratto pavimentato della Valle d'Itria. Le e-bike funzionano bene e rendono molto più facili il caldo estivo e le tappe della Murgia.
Il percorso è segnalato?
Solo sul tratto completato. Altrove la segnaletica è scarsa e a sud di Grottaglie praticamente assente. Navigate con un file GPX.
Dove inizia e dove finisce la Ciclovia dell'Acquedotto Pugliese?
Ufficialmente alle sorgenti di Caposele in Campania e alla cascata monumentale di Santa Maria di Leuca, sulla punta meridionale della Puglia. La maggior parte dei ciclisti parte invece da Barletta, sulla costa adriatica, molto più facile da raggiungere in treno e in aereo.
Posso pedalarla in un senso e tornare in treno?
Santa Maria di Leuca è il capolinea in tutti i sensi; le stazioni utili più vicine sono Gagliano del Capo e Lecce. Organizzate il rientro prima di partire, non dopo essere arrivati.
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